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martedì, marzo 30, 2004 PIU' PIL PER TUTTI caro cavaliere, non si preoccupi per il rilancio del PIL, il 2004 sarà un anno d'oro secondo il suo sitema. Infatti... quest'anno c'è stato un giorno in più di lavoro in quanto bisestile, ( anche se il 29 è caduto di domenica!), un giorno in più in quanto il 25 aprile cadrà di domenica, un giorno in più perchè il 1°maggio cadrà di sabato, un giorno in più perchè il 15 agosto cadrà di domenica, un giorno in più perchè il 25 dicembre, Natale, cadrà di sabato, insomma, con le opportune mediazioni per quest'anno secondo i suoi calcoli avremo un PIL superiore di almeno l' 1,5%. Se non proprio l'Italia almeno San Gregorio è con lei. domenica, marzo 28, 2004 PROSSIMAMENTE ! I FETENTI " IN CARRIOLA" VANNO IN LIBRERIA A MAGGIO SONO IN LIBRERIA CON UNA RACCOLTA DI MIEI RACCONTI NOIR .... ACCATTATAVILLE! QUESTA E' LA BOZZA DELLA COPERTINA !
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Grande show di Berlusconi oggi a Cernobbio al forum della Confcommercio. Il pubblico esilarato dalla raffica di battute a tutto campo! Due anziane signore stroncate dalle risate. (Purtroppo, tranne la storia delle signore morte, è tutto vero! Leggete www.corriere.it) SPEZZARE LE RENI AGLI ITALIANI SCANSAFATICHE - "Ci sono molte festività in eccesso, dovremo far lavorare di più gli italiani. Qualche giorno di lavoro in più produrrà un benefico effetto sul prodotto interno lordo dell'Italia. [...] ci sono molte festività in eccesso, sappiamo che un ponte in meno produce un incremento sensibile sul PIL. Sono andato in Cina e ho notato che c'era molto fervore: grattacieli, negozi. Con un funzionario sono andato a fare un giro e mi ha detto: "Qui si lavora sette giorni alla settimana, per 12 ore al giorno, non ci sono i sindacati". TASSE: "CIÒ CHE RISPARMIO LO DARÒ IN BENEFICENZA" - "Confermo l'intenzione di portare l'Irpef al 33%. Diranno che lo faccio per me, ma io dico che tutto quello che risparmierò con le tasse lo darò in beneficienza". ITALIA PARADISO FISCALE PER I MORIBONDI - Berlusconi scherza sull'abolizione della tassa sulle successioni: "Avevo in mente uno slogan bellissimo: "Morire in Italia è conveniente". Ma è uno slogan che credo non funzioni".
mercoledì, marzo 24, 2004 LA VITA SOTTO SADDAM, GLI AMERICANI, LA LIBERTA'. Quando ho visto le manifestazioni pacifiste che si sono svolte in numerosi paesi del mondo in occasione dell’anniversario della guerra contro Saddam, non ho potuto fare a meno di pensare, ancora una volta: perché fanno una cosa simile? Ci sono state un paio di dimostrazioni, molto più piccole, anche in Iraq (alcune centinaia di persone, con alla testa dei fanatici religiosi, di cui nessuno può dire se non fossero lì soltanto per gli avidi occhi dei media), ossia il paese che i pacifisti sarebbero scesi in piazza per difendere. Ho avuto molte difficoltà a capire perché i pacifisti volevano impedire questa guerra, e ora ne ho ancora di più a capire perché vogliano impedire alla Coalizione guidata dagli Usa di dare il proprio aiuto per la ricostruzione e la democratizzazione dell’Iraq. Sono certo che qualcuno era stato pagato per manifestare, e qualcun altro semplicemente ingannato; ma questo ragionamento non può essere esteso a tutti i pacifisti, che ho sempre ritenuto persone buone, con un grande senso di umanità, abbastanza oneste per non farsi corrompere e abbastanza intelligenti per non lasciarsi ingannare. La risposta a questa domanda si è fatta più chiara mano a mano che il tempo e gli eventi hanno rivelato buona parte di ciò che, a prima vista, era per me difficile da comprendere dal luogo in cui vivo. Il modo in cui la maggior parte dei pacifisti ha reagito a questi eventi ha fornito gli anelli mancanti. Continuo a pensare che siano persone buone e intelligenti, ma non posso più dire che siano oneste. Mi dispiace, amici miei, in quanto proprio l’onestà era il vostro punto più forte, o almeno così voi pensavate; però, se mi lascerete viaggiare attraverso la vostra coscienza e avrete la pazienza e la modestia di seguirmi in questo viaggio (che è esattamente ciò che ci si aspetta dalla gente onesta), potremo forse giungere ad un accordo oppure a ridefinire i termini del nostro disaccordo, il che, io penso, andrà a vantaggio di tutti. Non c’è nemmeno bisogno di dire che avete il diritto di fare la stessa cosa con me, e io sono pronto ad andare fino in fondo. Allora: perché dovrei giudicarvi così severamente, e quali sono le mie prove? Per cominciare, anch’io, come tutti, penso che la guerra sia un modo detestabile e spesso disastroso per risolvere i conflitti, ma sono pure convinto che tutti noi siamo d’accordo sul fatto che in certi casi è l’unica soluzione possibile. Questo ci permette di restringere il campo del nostro dibattito a quest’ultima guerra contro Saddam e forse ad altre che saranno presto combattute nella lotta contro il terrorismo. Ritengo che se due nazioni, per risolvere i loro dissensi, invece di ricorrere alla diplomazia, decidessero di dichiararsi guerra, saremmo entrambi contro questa guerra, a meno che voi crediate che la maggioranza di noi appoggi questa guerra per soddisfare la propria sete di sangue. Vediamo dunque per quale motivo voi (i veri pacifisti) vi opponete a questa guerra. Penso che quasi tutti siano d’accordo sul fatto che quando parliamo dei “veri pacifisti” ci riferiamo a coloro che vivono nel mondo libero, dato che i popoli del Terzo Mondo sono o disinteressati e impegnati a sfamare i propri bambini e a trovare un tetto per la propria famiglia, mentre allo stesso tempo cercano di tenersi il più alla larga possibile dai tiranni che controllano il loro destino, cosa che può spingerli a seguire l’atteggiamento del governo, oppure sono guidati dal fanatismo religioso, e, nel mondo arabo, probabilmente anche dal nazionalismo arabo, a schierarsi contro questa guerra. La differenza fra noi e voi La pace è ciò per cui costoro (i veri pacifisti) stanno combattendo e non ci può essere obiettivo più nobile di questo. Ma, posso fare una domanda: in che mondo vivete? Una domanda sciocca e irrilevante? Non credo proprio. Quale genere di pace state cercando? La vostra, o quella del mondo? Pensate davvero che sia un mondo così bello e pacifico che a nessuno deve essere permesso di toccarlo? Veramente, che domanda sciocca ho fatto! Certo che lo è! Voglio dire, alcuni di voi non hanno sentito uno sparo da anni e anni a questa parte, e qualcuno vive in paesi che non hanno combattuto una guerra da oltre un secolo. La vostra vita non è stata certamente facilissima, ma avete mai avuto paura che i vostri figli potessero morire di fame? O avete mai vissuto con il terrore che, nel mezzo della notte, qualcuno sfondi con un calcio la tua porta di casa e si porti via un tuo parente? E, cosa ancora peggiore – ma che a voi non sembra così importante – avete mai dovuto piegare la vostra testa senza mai sollevare gli occhi da terra per paura di incontrare quelli di un uomo della sicurezza, che potrebbe vedervi uno sguardo di sfida? Oh, mio Dio! Ecco, che continuo a fare domande stupide! Perché, naturalmente, per voi tutto questo non conta nulla; perché, se sentiste veramente che spaventosa umiliazione rappresenta tutto questo per l’anima sacra di ognuna delle creature di Dio, non sareste rimasti così pazientemente ad aspettare che le sanzioni avessero effetto e che gli ispettori finissero il loro lavoro. Ma naturalmente non conta nulla, e sapete perché? Semplicemente perché non è capitato a voi. E’ capitato ad altri, che vivono lontanissimi, è così a voi sembra meno reale, tanto che potete facilmente buttarlo dietro le vostre spalle quando vi mettete a discutere di guerra, e mostrarvi improvvisamente preoccupati per come gli americani ci stanno trattando. Voglio dirvi una cosa: gli americani non ci stanno “trattando” in alcun modo; ci stanno aiutando, proteggendo, istruendo, amando e stanno stringendo amicizia con noi. E’ una cosa difficile da digerire per voi, lo so, perché vi fa sembrare cattivi a voi stessi; ma non è poi così difficile come sembra, visto che tutti facciamo errori, e spesso molto grandi, e non è mai troppo tardi per riconoscere di essersi sbagliati. Sono forse così stupido e ingenuo da pensare che cambierete idea? No, perché credo ancora che siete persone buone, ed è su questo che conto quando dico che ho speranza in voi e non vi considererò mai come dei nemici. Pensate soltanto un’altra volta a tutto il dolore e le sofferenze che affliggono questo mondo; ma questa volta, immaginatevi a raccogliere le ossa dei vostri figli e dei vostri fratelli da una sepoltura di massa, dopo averne perse le tracce per venti o trenta anni, e sapendo che non sono morti in pace. No, sono morti torturati, stuprati e trattati come animali, costretti a chiedere in ginocchio di ricevere un colpo di pistola alla testa. Pensate a questo e poi provate a spiegare perché vi opponete a questa guerra. Al mio vicino, ad esempio, che sta ancora cercando la fossa comune in cui sono stati gettati i suoi due figli, portatigli via ventuno anni fa, quando frequentavano ancora l’università, e senza sapere per quale motivo. Provate a spiegarlo ad un altro mio vicino, che aveva convinto il fratello, il quale aveva disertato l’esercito al tempo della guerra con l’Iran, a ritornare sfruttando il perdono presidenziale che era stato annunciato in tv e sui giornali, soltanto per vederlo il giorno dopo chiuso in una bara con la scritta “traditore”, e con l’ordine di non celebrare alcun funerale. Poi, due settimane dopo, ricevette una lettera in cui si diceva che il fratello era stato ucciso per errore, ed era concesso di celebrare i funerali! Potrei continuare a parlare e raccontare per mesi e anni, e ci sono storie ancora più spaventose, ma il mio cuore non può sopportare il ricordo di tanto dolore. Spero che voi abbiate un cuore più saldo quando cercherete di spiegare a queste persone che vi siete opposti alla loro liberazione perché convinti che i vostri leader politici vi avevano mentito sulle ragioni per entrare in guerra. Provate a spiegargli che la colpa era dell’America e non di Saddam, e che per questo vi siete opposti quando l’America ha deciso di toglierlo di mezzo e di dare libertà e pace al popolo iracheno. Ecco un’altra volta la mia sciocca domanda: dove vivete? Dato che noi, che appoggiamo questa guerra contro la dittatura e il terrorismo, viviamo in questo mondo, questo brutto mondo che noi stiamo cercando di cambiare e che voi invece state cercando di mantenere nel suo stato di sempre. Dunque: in che mondo vivete? Ali, iraqthemodel.blogspot.com (traduzione di Aldo Piccato) martedì, marzo 23, 2004 Perché non riuscì la scommessa della «Voce» Axell sabato, marzo 20, 2004 LA VERGOGNOSA VIOLENZA DEI PACIFISTI Ipocriti i disobbedienti in piazza oggi a Roma. Impediscono a chi non si dichiara comunista di sfilare, minacciano schiaffoni "pacifisti" ai membri del centrodestra, picchiano persino i DS. E intanto predicano la pace. Ci mancava solo che tenessero in mano il libretto rosso di MAO e invocassero i campi di rieducazione cambogiana. Mi sembra una VERGOGNA invocare la pace facendo la guerra. Mi sembra una vergogna che io, ragazzo di destra ma CONTRARIO ALLA GUERRA IN IRAQ E A OGNI FORMA DI VIOLENZA, ho oggi solo 2 scelte: O SFILARE SOTTO BANDIERE CON FALCE E MARTELLO E FACCE DI CHE GUEVARA (RINNEGANDO LE MIE IDEE) O STARMENE A CASA (RINUNCIANDO AD ESPRIMERE LE MIE OPINIONI). Spero che questa gente non governi mai il nostro paese, altrimenti sarà la fine della libertà. Mi hanno portando al punto di dire: "MEGLIO BERLUSCONI". E io lo odio Berlusconi.... Per inciso. Io sono per il RITIRO GRADUALE dei nostri soldati. Andarsene subito, come invocano i populisti rossi, significa consegnare l'IRAQ al caos, alla criminalità, alla violenza, alla mafia, alle multinazionali, alla guerra civile, al terrorismo islamico estremista. AGLIO ANTICO (DEL 1954)
BELLO SPETTACOLO DEI DISOBBEDIENTI OGGI IN PIAZZA A ROMA. DAVVERO UNA BELLA LEZIONE DI DEMOCRAZIA. RISPOSTA AD UN COMMENTO rispondo al commento rilasciato al mio post precedente...NO ALLA GUERRA! questo il commento... Classico esempio di occidentale d'oggi. "Si! voglio fare le cose di tutti i giorni, mangiare, dormire, amare, tutto senza doverne rendere conto a chi mi chiede... perchè! L'unico perchè è ...che rispetto gli altri e quindi me stesso!" TRADUZIONE POLITICA: c'ho il culo parato, perchè fortunatamente sono nato in Italia, una democrazia, dove il governo non sarà poi granchè ma io in realtà ho tutte le libertà che voglio. Pertanto mi faccio i cazzi miei, ostento buonismo a larga mano e non mi frega un cazzo di chi mangiare dormire amare non lo può fare liberamente, lui sarà nato sfigato suddito di Saddam o di chi altro. Ma cazzi suoi. Io voglio la MIA pace. Eterna. Intellettuale. questa la risposta... WoW! Commentone! peccato che lei gentile signore faccia parte di quella folta schiera di coloro che chiedono "perchè" e in genere lo chiedono per scoprire che il perchè che sentono non è il loro e allora si accaniscono contro "il diverso". La gente comune non vuole mangiare, dormire e amare per raggiungere un ideale, ma perchè la vita è queste cose semplici e per queste cose semplici vale la pena viverla. Tutto questo non significa fregarsene degli altri, anzi, il rispetto per gli altri obbliga a pensare e anche a sacrificare la propria libertà. Il rispetto non è forma, è sostanza! E' democrazia, è coscienza e conoscenza. Mi spiace deluderla, ma se tanto è vero che sono un occidentale tanto è vero che non sono un incivile e non sto certo a raccontarle quanto posso aver fatto per gli altri, lei l'ha già negato a priori criticando senza conoscere, chiedendomi quel tipo di "perchè" che io rifiuto... ah...per concludere con ironia...non sono nato in Italia! NO ALLA GUERRA! venerdì, marzo 19, 2004
100 morti in due giorni di scontri inter-etnici. Eppure è bassa l'attenzione per il Kossovo, figlioccio dimenticato della politica anti-serba adottata dalla Nato alla fine degli anni '90. Un paese liberato dall'oppressione serba, ci hanno detto, anche se nessuno si fida di dare una reale autonomia alla maggioranza albanese. E intanto la regione langue, pronta ad esplodere. Vediamo quali sono i nodi: 1) esiste un FOLLE progetto per la "Grande Albania", stato che dovrebbe nascere dall'unione di Albania, Kossovo e parte della Macedonia (dove gli albanesi sono più del 40%). Nessuno sfondo nazionalistico, ma solo la volontà di creare una vasta zona franca nel cuore strategico dei Balcani di fatto governata da varie mafie; 2) la NATO non ha mai avuto una reale politica per il Kossovo. L'obiettivo primario era creare una testa di ponte USA ai confini di una Unione Europea che a fine anni '90 si candidava ad essere una nuova superpotenza economica, politica e mondiale. Quella superpotenza non è mai nata e non nascerà tanto presto. E gli USA non hanno più interesse a controllarla da vicino; 3) gli albanesi del Kossovo sono musulmani e nei Balcani, sin dai tempi della Bosnia (primi anni '90) operano vari gruppi integralisti. Gli scontri di questi giorni hanno un collegamento con i fatti di Madrid? La questione è molto complessa e non scendo in ulteriori dettagli. Dico solo che il Kossovo è la nostra vergogna dimenticata. Ce ne ricordiamo solo perchè ogni tanto qualche nostro nostri soldato torna a morire in Italia di Leucemia a causa degli effetti dei proiettili USA all'uranio impoverito (a questo proposito, quanti kossovari sono stati sterminati dalle polveri di Uranio?) WINSTON, MINISTRO-OMBRA DI AGLIO giovedì, marzo 18, 2004 L'elezzione der Presidente Trilussa Un giorno tutti quanti l’animali sottomessi ar lavoro decisero d’elegge un Presidente che je guardasse l’interessi loro. C’era la Società de li Majali, la Società der Toro, er Circolo der Basto e de la Soma, la Lega indipendente fra li Somari residenti a Roma; e poi la Fratellanza de li Gatti soriani, de li Cani, de li Cavalli senza vetturini, la Lega fra le Vacche, Bovi e affini… Tutti pijorno parte all’adunanza. Un Somarello, che pe’ l’ambizzione de fasse elegge s’era messo addosso la pelle d’un leone, disse: - Bestie elettore, io so’ commosso: la civirtà, la libbertà, er progresso… ecco er vero programma che ciò io, ch’è l’istesso der popolo! Per cui voterete compatti er nome mio. - Defatti venne eletto proprio lui. Er Somaro, contento, fece un rajo, e allora solo er popolo bestione s’accorse de lo sbajo d’avé pijato un ciuccio p’un leone! - Miffarolo! - Imbrojone! - Buvattaro! - Ho pijato possesso: - disse allora er Somaro - e nu’ la pianto nemmanco se morite d’accidente. Peggio pe’ voi che me ciavete messo! Silenzio! e rispettate er Presidente! mercoledì, marzo 17, 2004 Occasioni perdute Pare che il nostro Premier, ieri sera, abbia attribuito all'ETA la responsabilità dell'attentato di Madrid... E' stato disinformato?Vuole credere al suo amico Aznar anche se non c'è più nulla in cui credere? Voleva spiegare agli spagnoli che non hanno capito niente e che, quindi, anche le elezioni vanno annullate perchè inficiate da un errore? Non so cosa pensare, non capisco se la confusione è nella mia testa o in quella di qualcun altro che - in ogni caso - secondo me continua a perdere occasioni buone per non parlare martedì, marzo 16, 2004
Raccontare la paura dopo l’11 settembre Il tragico attentato ai treni di Madrid insegna che si cade in errore nel pensare che tanto più un evento sia sconvolgente e spettacolare, tanto più facile sia raccontarlo. Negli ultimi 2 anni e mezzo, i mass media hanno in vario modo sperimentato la difficoltà di individuare la formula giusta per "mettere in scena" davanti all’opinione pubblica un fatto al tempo stesso spaventoso e affascinante come un attentato terroristico. Il disagio è stato grande soprattutto nel caso della televisione, il medium che fonda la sua potenza narrativa sulla forza e sull’immediatezza dell’immagine e che più degli altri si è trovata alle prese con la fatica di proporre rappresentazioni efficaci dei terribili eventi di morte e distruzione che si sono succeduti a partire dalla data fatidica dell’11 settembre 2001. Il nucleo nel problema è nella natura stessa dell’attentato alle torri gemelle, un evento anomalo e straordinario non solo nella sua tremenda portata distruttiva, ma anche e soprattutto nel suo carattere mediatico. E’ lecito pensare che gli stessi autori dell’atto l’abbiano concepito "a tavolino" per ottenere la massima audience di pubblico e il massimo impatto sull’immaginario e sulle paure collettive. Il crollo delle twin towers crea uno straordinario corto circuito tra stereotipi immaginativi già sedimentati nella cultura mediatica del mondo occidentale (si rabbrividisce nello scoprire che la scena è descritta in modo paurosamente simile in Fight Club, un film del 1999, a sua volta ispirato ad un libro best seller del 1997) e una totale ridefinizione degli schemi cognitivi di interpretazione del reale, o meglio del "possibile". Due palazzi di 110 piani si sbriciolano avvizzendo su se stessi come fossero fatti di gesso. Un avvenimento di tale portata era al tempo stesso temuto e ritenuto impossibile. Eppure è accaduto, suscitando negli attoniti spettatori l’esperienza kantiana del "sublime". Sublime è lo spettacolo che affascina e terrorizza al tempo stesso, senza rappresentare un pericolo di morte immediata per colui che guarda. Gli spettatori televisivi, comodamente seduti in poltrona e senza rischiare nulla direttamente, hanno visto cadere le torri sperimentando una forma di eccitazione collettiva per la grandezza dell’evento e un terrore profondo per la possibilità di essere coinvolti prima o poi in un evento analogo di morte e devastazione. L’attentato dell’11 settembre ha lo stesso potenziale spettacolare di un disaster-movie, ma contiene in nuce l’orrore e l’angoscia della possibile riproducibilità nella normale realtà quotidiana di ognuno di noi. Un tale effetto è raggiunto anche perché l’avvenimento è concentrato nel tempo e nello spazio, quasi obbedisse ai canoni della tragedia aristotelica: si esaurisce in poche ore, in un unico luogo, all’interno di un perimetro ristretto. Assume così un carattere "esemplare", nel senso che tutti possono vederlo, comprenderlo e derivarne una lezione, in modo semplice e senza mediazioni di sorta.. Con le twin towers è stato quindi fissato una sorta di standard, anche mediatico, del terrore. Uno standard che condiziona, inevitabilmente, i modi per raccontare e far comprende re un attentato terroristico. Se guardiamo alla tragedia di Madrid, è facile capire come la possibilità di rispettare tale standard non sussista. L’evento non avviene in un unico luogo, ma in più luoghi corrispondenti alle stazioni e alle tratte ferroviarie coinvolte; si svolge in contesti dispersivi, come sono appunto le zone ferroviarie, con il loro dedalo di binari e infrastrutture; coinvolge un mezzo, il treno, difficile da rinchiudere nell’occhio della telecamera perché si sviluppa orizzontalmente (mentre le tecnologie grandangolari consentivano interessanti ed efficaci tecniche di riduzione della verticalità dei grattacieli di Manhattan); malgrado tutto si svolga nell’arco di meno di mezz’ora, l’unità di tempo è rotta dalla scansione temporale delle esplosioni, ognuna delle quali diventa un micro-evento. Di fronte a tale complessità, la televisione ha cercato di adottare una tecnica narrativa centrata sulle persone, sulla sofferenza dei corpi e sul dolore degli animi. La spettacolarità dell’evento nella sua interezza è stata sacrificata alla necessità di renderlo comprensibile riducendolo allo schema "banalizzante" ma drammaticamente familiare dell’esibizione dei morti e dei feriti. Tale compromesso è stato accettato a malincuore dalla televisione che, non a caso, si è poi subito gettata sullo spettacolo potente e suggestivo delle imponenti manifestazioni di piazza. Solo nella visione straordinaria di una folla di inconcepibili dimensioni lo spettatore televisivo ha potuto cogliere, seppur di sfuggita, il sublime dell’evento madrileno. lunedì, marzo 15, 2004 Vittoria? Vittoria. tragico sapore peggiore di molte sconfitte quando mostra il suo volto la storia : un popolo immerso nel sangue Perchè solo il popolo muore? trafitto da un lungo pugnale senza manico: solo due lame che passano da cuore a cuore. l'hanno fatto forgiare i sovrani di ogni reame "un pugnale dall'alto destino" hanno mentito. non era fatto per la vittoria ma per il fraticidio , in nome del loro potere denaro e gloria. domenica, marzo 14, 2004 CHE VERGOGNA AZNAR DARE LA COLPA AI BASCHI PER SALVARE IL CULO AL TUO PARTITO
Mi sono informato su questo tizio, questo presunto "partigiano" che negli anni '70 lottava contro la dittatura che governava l'Italia (come è noto a tutti, negli anni '70 in Italia c'era la dittatura). Mi sono fatto delle idee su di lui e ho maturato la lucida convinzione che debba essere estradato in Italia e punito, anzi esemplarmente punito. Ecco perchè: 1) ha ucciso 4 persone. Due erano commercianti, "colpevoli" di essersi difesi con le armi da rapine. E' deprecabile che un commerciante si improvvisi pistolero: ma la punizione dell'eccesso di legittima difesa era compito dello Stato. Non di un giustiziere che in nome del proletariato uccise due poveri cristi. Che cazzo c'entrano i rapinatori con la rivoluzione proletaria? Battisti aveva preso, ai suoi tempi, la strada dei peggiori folli ideologi avulsi dalla realtà e rinchiusi in una missione e in una visione del mondo senza senso. 2) in un momento in cui il terrorismo si riaffaccia prepotente e arrogante (vedi Spagna, vedi nuove BR) è tanto + importante garantire un principio sacro della legge: la certezza della punizione, anche ad anni di distanza. Quale altro deterrente avremmo, altrimenti a difesa della nostra società? 3) Violante (Luciano Violante, signori, dei DS, signori) dice una cosa giusta: "Battisti è fuggito. Punirlo è doveroso anche nei confronti dei terroristi che, a differenza di lui, hanno scontato interamente la loro pena" 4) a chi dice: "Battisti si è riabilitato con una condotta esemplare in Francia", rispondo che la condotta esemplare doveva averla prima, nel suo paese, e che fare il bravo cittadino non è un'eccezione da lodare, ma una normalità da pretendere. Dovremmo perdonarlo solo perchè si è goduto la vita facendosi i fatti suoi per 30 anni? 5) Battisti non è capace (ho letto tante sue interviste) di assumersi colpe o a dispiacersi umanamente delle vittime (cosa che invece riesce a fare addirittura un fosco e sinistro figuro come Zorzi, il neofascista latitante della strage di Piazza Fontana). Metterei il ghigno lurido di alterigia e superbia di Battisti davanti ai familiari delle vittime, che dopo 30 anni ancora si dannano, e al povero ragazzo (il figlio di una vittima ferito dalla pistola di Battisti) che per colpa sua da 30 anni è in carrozzella. Ecco cosa penso. Ma è solo la mia opinione. venerdì, marzo 12, 2004 Strage in Spagna. Mi faccio risentire su Aglio in un momento di dolore. Io oggi sono in lutto e prego anche voi di aderire e di mandare con me un pensiero al popolo spagnolo. Hola. Axellweb giovedì, marzo 11, 2004 FRANCIA, TERRA DI VINO FORMAGGIO E BRIGATISTI
http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=PRIMA_PAGINA&doc=BIAN
E questo altro non è che un breve riassunto di una vicenda spinosa quanto disgustosa, farcita da dichiarazioni che un assassino come il battisti (non il cantante) rilascia impunemente additando l'italia come un paese ove vige il fascismo e chiedendo di riesumare la richiesta d'indulto, io sarei tentato, per queli come lui, di riesumare qualche vecchia ma efficacissima ghigliottina. lunedì, marzo 08, 2004 BENZINA OLTRE 1,1 EURO AL LITRO E' ora! Adesso tutti giù i pantaloni, giratevi e piegatevi. C'è rimasto solo da dare il culo. WINSTON
8 marzo 2004 Ciao Rachel,/ Non capisco una cosa, mi appare l'opzione per cancellare o aggiornare i post di mia nonna in cariola, nn dovrebbe esser possibile, dovrei poterlo fare solo con i miei post o erro? se qualcuna sa spiegarmi il perchè sono stra super curiosa.... Colgo l'occasione per salutarvi tutti.
giovedì, marzo 04, 2004 Black-Out Polesano Poche parole per ricordare che anche oggi alcune famiglie fra le provincie di Rovigo, Padova e Ferrara sono prove di energia elettrica, da sabato scorso. Una brutta nevicata, senza dubbio, ma qualcuno ha chiesto come mai in montagna cose simili non succedono. I tecnici dell'enel (o come si chiama adesso la società che gestisce le linee elettriche) sono al lavoro... ma pare abbiano cartine stadali vecchie per cui hanno enormi difficoltà a trovare l'esatta ubicazione dei pali rotti. Le sedi locali di partiti politici di maggioranza e opposizione offrono assistenza legale ai cittadini danneggiati ma c'è da chiedersi dov'erano quando la moda della privatizzazione e della new-economy impegnava l'enel in operazioni finanziarie e in call-center invece che pensare ai cavi della luce, quando in nome della delocalizzazione si sono chiuse le sedi locali, quando si è fatto outsourcing liquidando il fardello antipatico della manutenzione. Ieri Michele Serra, sull'amaca pubblicata da Repubblica,molto giustamente si chiedeva se è possibile pensare ai grandi progetti quando non si è in grado di risolvere la quotidianità. Evidentemente è possibile, è stato facile e viene fatto di continuo: grandi politici vogliono grandi problemi (grandi appalti, grandi riforme, grandi guerre) e nessuna risposta viene alle piccole quotidiane richieste dei cittadini. mercoledì, marzo 03, 2004 Festìval Ci si chiedeva, un tempo, se a San Remo ci sarebbe stata o meno buona musica. Capitava che talvolta ci fosse, altre volte se ne riscontrava l'assenza e su questa assenza si poteva, eventualmente, costruire un dibattito tra la critica musicale e l'analisi sociologica. martedì, marzo 02, 2004 Ri-Telekom Solo per puntualizzare... Quando erano in voga le rivelazioni del ConteIgor il fuoco di fila del Polo pretendeva le teste dei politici di centrosinistra "rei" di avere sicuramente percepito tangenti. Man mano che l'affare si sgonfiava i medesimi polisti hanno cominciato a denunciare le responsabilità politiche dell'affare-telekom. Ora, a testimoni "bruciati", Trantino & Co insistono a dire che bisogna andare avanti per fare chiarezza sullo sperpero di denaro pubblico, cioè sull'acquisto sbagliato, oltre che sul finanziamento improprio dato a Miloscevic. Tutto ciò malgrado lo statuto della Commissione escluda indagini sulla politica estera del Governo Italiano e senza mai ricordare che la politica di avvicinamento a Miloscevic è iniziata durante il governo Belusconi-1, che l'acquisto della Telekom è avvenuto dopo l'accordo di Dayton (quando la Serbia era in fase di riabilitazione internanzionale) e che la vendita della partecipazione (con la definitiva accettazione della perdita) è avvenuta di recente, già in pieno Berlusconi-2. |
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